Doveva concludere il Rally di San Marino e l'ha concluso. Doveva imparare e ha imparato. Doveva crescere prova dopo prova ed è cresciuta. Doveva divertirsi e si è divertita.
La prima volta viene lasciata alle spalle tra i sorrisi soddisfatti di tutti.
I sorrisi radiosi di lei, Erika Monforte, 18 anni, spirito combattivo da atleta praticante e voglia di provare a capire se era adatta per i rally. Tagliare il traguardo di una corsa sterrata durissima come il Rally San Marino, per giunta reso ancora più arduo da condizioni meteorologiche estreme, è una vittoria personale da tenere conservata gelosamente.
I sorrisi orgogliosi degli uomini della scuderia TRT e del suo patron Walter Calcinotto che questa volta ha voluto scommettere pesante. Va bene la fama di talent scout da difendere. Va bene la voglia di mettersi sempre alla prova. Va bene il desiderio di inventare ancora in un ambiente arido di idee. Ma, adesso si può dirlo, in questa avventura Walter Calcinotto era andato oltre.
Ha messo alla prova una ragazzina che dei rally sapeva poco o nulla. Spinto dal suo intuito e da alcune segnalazioni positive che arrivavano dagli “osservatori” che TRT ha in giro, in primis quella dell'ex pilota di TRT Fabrizio Martinis che ha insegnato i rudimenti rallistici a Erika.
In una disciplina come quella dei rally in Italia, dove il mecenatismo è merce rara, Calcinotto ha voluto estremizzare la sua immagine di talent-scout affrontando un'avventura in tutti i sensi. Per dimostrare a tutti che lavorare sui giovani è possibile. Basta volerlo.
Così Erika Manforte, campionessa pordenonese di kickboxing, ha affrontato qualcosa che avrebbe potuto schiantare fin dalle prima battute non solo una diciottenne, ma anche gente più navigata.
"Durante le ricognizioni" - spiega Erika -
"ho cominciato a capire a cosa andavo incontro. Pioggia, fango, nebbia, in alcuni tratti di sterrato addirittura la neve. Ma non mi è passata neppure per l'anticamera del cervello l'idea di mollare tutto e tornarmene a casa. Mi sono detta: “Erika, adesso è ora di tirare fuori le unghie! A darmi la forza necessaria, poi, è intervenuta Monica Tratter, la mia navigatrice. Monica è l'amica che ha insegnato tutto a una che di rally non sapeva nulla o quasi come me. Durante le ricognizioni mi ha martellato la testa di quello che dovevo, ma soprattutto di quello che non dovevo fare."